Le biblioteche più belle del mondo: Boston Public Library

 

700 Boylston St, Boston, MA 02116 – Stati Uniti.

A questo indirizzo troviamo la Boston Public Library e dovete appuntarvelo per il giorno in cui partirete per Boston, perché è una tappa obbligatoria per chiunque decida di visitare la città, ma soprattutto se è amante dei libri, della letteratura e delle biblioteche, perché è uno di quei luoghi che deve essere assolutamente visto, di persona o anche solo attraverso fotografie e tour virtuali. Non si può far altro che innamorarsene.

Boston Public Library: un po’ di storia

La sede centrale della Boston Public Library è composta da due edifici: uno più vecchio (edificio McKim), e quello più moderno (edificio Johnson). Entrambi eleganti e austeri all’esterno, attirano lo sguardo e sono in grado di lasciare senza fiato il visitatore che vi entra, facendogli completamente dimenticare il mondo all’esterno e trascinandolo indietro nel tempo, in quello che potrebbe essere a tutti gli effetti il ricco palazzo di un nobile europeo.

La Boston Public Library è stata istituita nel 1848 da un atto della General Court del Massachusetts, in seguito, con l’edificio donatogli per ospitarla, divenne a tutti gli effetti la prima biblioteca gratuita di tutti gli Stati Uniti, iniziando a dare libri in prestito e non solo a farli consultare. Ma la cosa che me la fa amare tantissimo è che è stata anche la prima biblioteca al mondo a dedicare un’intera sezione ai libri per bambini e ragazzi.

La sede storica della Boston Public Library non è quella di ora, il palazzo allestito a biblioteca che la ospitò alla sua apertura era una ex scuola in Mason Street che fu aperta al pubblico nel 1854.

L’edificio di Mason Street però non era adatto a ospitare la Boston Public Library, ci volle poco a capire che sia il quartiere in cui si trovava sia il palazzo non erano grandi abbastanza da  contenere una collezione di sedicimila volumi.

In pochi anni la Boston Public Library cambiò nuovamente sede, per approdare nel quartiere dove si trova tutt’ora, stessa strada, numero civico differente ‒ 55 Boylston Street ‒ e il triplo dei volumi con cui era partita.

Ma l’aumentare dei libri, dei documenti, persino di arazzi e opere d’arte, nonché l’affluenza di persone che ogni giorno si riversavano nelle sue sale  e gli eventi che venivano organizzati, spinse il comitato che si occupava della biblioteca a cercare un luogo più grande dove spostarla.

Lo Stato concesse alla città di Boston dei terreni tra Darthmounth e Boylston Street, quei terreni dove ora sorgono l’edificio McKim e l’edificio Johnson.

Il McKim Building

L’edificio McKim è stato costruito tra il 1888 e il 1895 e l’architetto che se ne occupò, Charles Follen McKim, lavorò insieme al comitato della Boston Public Library riuscendo a intrecciare collaborazioni con i migliori artigiani e artisti dell’epoca per dare vita a una delle biblioteche più interessanti al mondo.

All’angolo tra Dorthmount e Boylston street, affacciata su  Copley Square, il visitatore può avere il suo primo incontro con l’edificio più antico che forma la sede centrale della Boston Public Library. Il McKim Building sorge imponente, maestoso e austero fissando gli abitanti e i visitatori. Per costruire la facciata esterna della biblioteca, McKim prese a riferimento le proporzioni di un’altra biblioteca, la Bibliothèque Sainte-Geneviève di Parigi. Cercando sul web, tanta è la somiglianza che se non le si guardasse con attenzione le si potrebbe confondere. All’edificio McKim il suo ideatore aggiunse dei riferimenti che rendono omaggio alla città di Boston, alle istituzioni, ma soprattutto ai suoi abitanti e  alla loro storia. Una cornice di rame con un motivo di conchiglie e delfini adorna la linea del tetto e fa riferimento alla storia marittima della città.

Allo scultore Domingo Mora venne chiesto di realizzare dei medaglioni tra gli archi delle finestre che andavano a rappresentare gli emblemi dei librai e degli stampatori. E ci sono tanti altri piccoli camei alla storia di Boston e del Massachusetts sotto gli occhi di ogni visitatore.

Una visita all’interno della Boston Public Library

A dare il benvenuto al pubblico della biblioteca c’è il vestibolo, primo spazio che si incontra dall’ingresso di Copley Square, tre grandi porte in bronzo vengono attraversate da migliaia di persone ogni anno per recarsi nelle sale della struttura, per visitarla o prendere in prestito uno dei libri al suo interno. Tre porte in bronzo in bassorilievo da Daniel Chester French con sopra scolpite delle figure allegoriche di: musica, poesia, conoscenza, saggezza, verità e romanticismo.

Anche solo attraversare l’atrio per poi salire lungo la scalinata che conduce al secondo piano della struttura è una sorta di passeggiata indietro nel tempo, come se l’ignaro visitatore venisse trasportato in un altro luogo, in un altro tempo, dove bellezza ed eleganza erano tutto ciò che importava. In alcuni istanti si potrebbe immaginare una principessa scendere lungo quelle scale, o anche solo Belle de La bella e la Bestia.

Una delle caratteristiche principali della scala che conduce ai piani superiori, oltre alla sua bellezza, è la coppia di leoni che commemorano i volontari del secondo e ventesimo reggimento durante la guerra civile, e che furono commissionate allo scultore di Louis Saint-Gaudens dai membri del reggimento ancora in vita. Messo talmente sotto pressione per il lavoro, l’artista consegnò le due statue dimenticandosi di lucidarle, e così rimasero anche per volontà dei committenti.

Arte e cultura nella Boston Public Library

La Boston Public Library è veramente uno scrigno prezioso, una struttura pregna di arte e cultura e brilla nel cuore della città di Boston, il comitato che se ne è occupata, oltre all’architetto McKim, si è impegnato al massimo per renderla una struttura indimenticabile, tanto che è l’unico luogo al di fuori della Francia in cui si può trovare un’opera murale del pittore francese:  Pierre Puvis de Chavannes.

Pierre Puvis de Chavannes era considerato uno dei più grandi muralisti del XIX secolo. Questo artista però non ha mai visto la sua opera all’interno della Boston Public Library, dipinse i pannelli nel suo studio a Parigi e terminati li spedì a Boston per l’installazione del 1895/96, per  montarli venne usata  la tecnica del marouflage: le tele venivano legate alle loro nicchie di gesso con una pasta di piombo bianco e olio di lino: qui le immagini delle sue opere alla galleria che porta il suo nome all’interno della biblioteca.

Potrei andare avanti ancora a lungo e parlarvi di mille altri punti d’interesse della Boston Public Library, delle sale di letture, o anche solo del cortile interno con il suo giardino.

Ma prima di chiudere questo articolo vorrei soffermarmi su un’altra galleria, quella situata al terzo piano della struttura, dove l’artista John Singer Sargent trascorse ventinove anni della sua carriera ad adornare un’imponente sala al terzo piano del McKim Building tra il 1890 e il 1919.

Questo artista è conosciuto principalmente per i suoi ritratti, ma pensò che una commissione per la Boston Public Library gli avrebbe permesso di creare un vero e proprio capolavoro. E così fu. Il tema scelto per la serie di dipinti si chiama Il trionfo della religione, e credo che il massimo che io ora possa fare è lasciarvi il link alla galleria di questa serie di murales, perché mozzano il fiato. Dal nome dell’opera si potrebbe pensare si tratti di quadri classici con dei santi e invece Sargent ha deciso di riportare su tela una serie di momenti e iconografie delle religioni antiche, come quella Egizia, Sumera, Ebraica: qui il link per chi è curioso di vedere queste meraviglie.

Per concludere, la Boston Public Library  ha una grande collezione di opere antiche e moderne, ma è anche un punto di riferimento per gli amanti della lettura e dell’arte  in generale e all’interno delle sue mura e nei suoi giardini vengono organizzati diversi eventi, tra cui anche concerti. Mi piacerebbe poterla visitare di persona un giorno, e se potete, se siete nei suoi dintorni, vi consiglio veramente di perdervi tra le sue mura.

E se ci siete già stati, condividete con noi i vostri ricordi e le vostre foto!

 

Erika Tamburini, del blog Piume di Carta

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